Al via il progetto Europeo HumAMI finanziato da Chips-JU

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Il Dipartimento di Ingegneria partner del progetto europeo sulla Physical AI

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Il 21 e 22 settembre 2026, presso il campus della Eindhoven University of Technology (TU/e), nei Paesi Bassi, si è svolto il kick-off meeting di HumAMI, progetto europeo dedicato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata a macchine, robot e sistemi che interagiscono con l’ambiente fisico e con le persone.

L’Università degli Studi di Sassari partecipa al progetto con il Dipartimento di Ingegneria e il Dipartimento di Medicina Veterinaria, contribuendo a tutti i Work Package. Il Dipartimento di Ingegneria guida il WP3, dedicato all’edge computing e all’hardware per l’intelligenza artificiale integrata nei dispositivi, e coordina il dimostratore RTD11, rivolto al monitoraggio intelligente per l’allevamento di precisione.

Le due giornate hanno riunito i partner del consorzio per condividere gli obiettivi, l’organizzazione e le attività del progetto. La prima giornata è stata dedicata alla presentazione dei partner e dei Work Package, con un approfondimento sugli aspetti etici. La seconda ha dato spazio ai dodici dimostratori, attraverso i quali le tecnologie sviluppate saranno sperimentate e validate in contesti reali.

HumAMI mira a rafforzare l’ecosistema europeo della Physical AI, ossia l’intelligenza artificiale capace di operare all’interno di sistemi fisici, elaborare informazioni e compiere azioni. Il progetto combina l’edge AI, che permette di elaborare i dati direttamente sui dispositivi, con l’IA agentica, orientata al ragionamento, all’apprendimento e alla pianificazione delle azioni. Queste componenti saranno integrate con reti di comunicazione, risorse cloud e servizi applicativi, ponendo al centro sicurezza, affidabilità, comprensibilità delle decisioni e sostenibilità. Le applicazioni interesseranno mobilità, energia, industria digitale, salute, agroalimentare e società digitale.

In questo quadro, il dimostratore RTD11, “Human-Inspired Monitoring System for Precision Farming”, coordinato da UNISS, affronterà alcune criticità dell’allevamento estensivo dei piccoli ruminanti: le difficoltà di intervento durante il parto, il rischio di attacchi da predatori e gli effetti degli eventi climatici estremi. L’obiettivo è riconoscere tempestivamente comportamenti anomali e situazioni di rischio, aiutando gli allevatori a intervenire e a prevenire perdite, con benefici attesi per il benessere animale e la sostenibilità economica delle aziende.

Il sistema integrerà sensori indossabili e telecamere intelligenti per osservare il comportamento degli animali sul campo. L’elaborazione dei dati avverrà attraverso piattaforme edge e fog, cioè sui dispositivi e su nodi di calcolo vicini ai sensori. Questo approccio consentirà di ridurre la dipendenza dal cloud e di operare anche nelle aree rurali con connettività limitata, contenendo i consumi energetici. Le informazioni raccolte saranno analizzate con algoritmi di intelligenza artificiale, comprese tecniche di visione artificiale ispirate alla percezione umana, per inviare avvisi agli allevatori e, dove possibile, attivare interventi automatizzati.

Il dimostratore prevede inoltre l’impiego di gemelli digitali, modelli virtuali aggiornati con i dati dei sensori, per rappresentare il comportamento e le condizioni di salute degli animali e supportare interventi precoci. La collaborazione tra i due Dipartimenti permetterà di integrare lo sviluppo tecnologico con le conoscenze veterinarie necessarie a interpretare i segnali osservati e a valutare l’utilità delle soluzioni proposte.

Il gruppo di lavoro dell’Ateneo comprende Pietro Ruiu, referente UNISS per il progetto, Mauro Fadda, Claudio Rubattu e Andrea Lagorio per il Dipartimento di Ingegneria, e Fiammetta Berlinguer, Francesca Sotgiu e Valeria Pasciu per il Dipartimento di Medicina Veterinaria.

Il progetto è finanziato nell’ambito della call HORIZON-JU-Chips-2025-RIA-two-stage, con Grant Agreement n. 101252558.

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